Un po' di storia e consigli sul mal di mare.

(Le informazioni di seguito riportate hanno natura generale e sono pubblicate con uno scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere di un medico.)

Il mal di mare (naupatia e più in generale cinetosi o chinetosi) è una sensazione di disturbo che si manifesta in alcune persone quando viaggiano su imbarcazioni o similari, in seguito a movimenti ripetitivi o irregolari del corpo.

 

Si tratta di un disturbo di tipo neurologico che deriva dalla contrastante interpretazione dei segnali provenienti dagli apparati vestibolare (orecchio interno), visivo e propriocettivo. E’ causato dalle sensazioni conflittuali afferenti al cervello: dagli occhi giunge l'informazione di essere fermi, mentre dagli organi preposti all'equilibrio arriva un segnale di movimento.

In teoria dovrebbe essere sufficiente sincronizzare la visuale ai reali movimenti subiti, ovvero trasferire il sistema di riferimento dall'ambiente intorno al soggetto (la nave, l'auto) al riferimento fisso: il mondo esterno. Tipicamente è necessario fissare l'orizzonte esterno finché non lo si vede fermo e orizzontale, l'ambiente della nave intorno al soggetto deve invece apparire in movimento (tipicamente oscillatorio). Appena effettuata questa mutazione del sistema di riferimento il disturbo dovrebbe cessare.

Nella maggior parte dei casi, i sintomi migliorano quando il corpo si adatta alle condizioni che causano il problema. In soggetti con una maggiore difficoltà ad adattarsi ai movimenti si può manifestare un senso di malessere persistente fino al vero e proprio mal di mare.

I sintomi sono di entità variabile e, di solito, iniziano con nausea e disagio percepito a livello dell'addome superiore, associati ad un crescente senso di malessere. Questi sintomi possono essere seguiti da una seconda serie di manifestazioni più gravi, tra cui: pallore, sudorazione, vertigini, salivazione profusa, vomito (spesso intenso e persistente). Alcune persone sperimentano anche altri sintomi, tra cui: mal di testa, sonnolenza, estrema stanchezza, debolezza e senso di svenimento.

I trattamenti per la cinetosi possono variare da semplici consigli per l'auto-gestione sino alla terapia farmacologica vera e propria. I sintomi lievi, infatti, possono essere migliorati con alcuni comportamenti facilmente adottabili dal soggetto, come fissare l'orizzonte o distrarsi ascoltando la musica. Le manifestazioni più gravi possono rendere necessaria l'assunzione di alcuni farmaci utili a prevenire e combattere il disturbo. Quando viene intrapresa la terapia farmacologica, il medico dovrebbero assicurarsi che i pazienti comprendano i rischi ed i benefici, il profilo degli effetti collaterali indesiderati e le potenziali interazioni farmacologiche.

Buone abitudini e rimedi non farmacologici per alleviare e prevenire il mal di mare.

Prima del viaggio evitare di consumare pasti abbondanti e difficilmente digeribili, non bere troppo alcol, riposare a sufficienza;

Non preoccuparsi, il viaggio che si deve affrontare non deve rappresentare un problema, se ci si preoccupa, si è più a rischio di soffrire di chinetosi. Le cause psicologiche e dettate dall’ansia non sono da sottovalutare.

A colazione evitare latte e caffè, bevande acide, cibi dolci con creme, meglio un te al limone, biscotti secchi, cibi salati, semplici e nutrienti.

Durante la giornata consumare piccoli pasti frequenti, semplici, nutrienti e facilmente digeribili, non dimenticarsi di bere acqua a sufficienza.

Non scendere sottocoperta dove i movimenti accentuati, la mancanza di punti fissi (orizzonte), la mancanza di aria fresca peggiorano la situazione.

Non fumare e non sedere vicino a fumatori.

Non prendere freddo e coprirsi sempre molto bene, il freddo ci fa consumare molte energie.

Appena si avvertono i primi sintomi di malessere cercare di distogliere l’attenzione (timonando e compiendo qualche semplice operazione), occupare una postazione dove le oscillazioni sono minori, fissare l’orizzonte, sdraiarsi e rilassarsi lasciandosi cullare dalle onde, concentrarsi sulla respirazione e non irrigidirsi.

Evitare di leggere, guardare la TV o giocare, guardare un vicino, mentre si parla, in posizione tale che nasconda il mondo esterno.

Se incominciate a stare male avvertite subito lo skipper.

 

Terapie alternative al trattamento farmacologico

(ricordiamo l'importanza di evitare l'autoterapia e di consultare preventivamente il proprio medico per accertare l'assenza di controindicazioni ed interazioni farmacologiche.

 

Zenzero (Zingiber officinale). Lo zenzero è un rimedio utilizzato nella tradizione erboristica contro nausea e vomito. L'assunzione di integratori che contengono l'estratto di zenzero può aiutare a prevenire i sintomi della cinetosi, tuttavia non tutte le ricerche confermano un evidente beneficio applicato a questa specifica condizione. Prima di assumere un integratore di zenzero, è comunque utile controllare con il medico l'assenza di eventuali interazioni con altri farmaci assunti regolarmente. Ad esempio, lo zenzero può aumentare il rischio di sanguinamento se associato ad anticoagulanti come il warfarin (Coumadin) o l'aspirina.

 

Braccialetti antinausea, agiscono secondo il principio della digitopressione. Questi dispositivi consistono in fasce elastiche da posizionare intorno ai polsi. Le polsiere sono dotate, al loro interno, di un bottone di plastica che esercitata una pressione in corrispondenza del punto P6 della medicina cinese, situato tra i due tendini sulla parte interna dell'avambraccio, a circa 4 cm dalla piega del polso. La digitopressione può contribuire a ridurre i sintomi della cinetosi in modo simile all'agopuntura, agendo sugli stessi punti ma utilizzando la pressione piuttosto che l'inserimento di aghi sottili. L'utilizzo della digitopressione è sostenuto da alcuni terapisti come metodo efficace per prevenire o controllare la nausea in generale, quindi non necessariamente associata a cinetosi. Inoltre, i braccialetti antinausea sono adatti a qualsiasi età, anche per le donne in gravidanza. Va comunque ricordato che esistono ancora pochi dati scientifici a supporto della loro efficacia applicata alla cinetosi.

 

Trattamento farmacologico

I farmaci per la cinetosi possono provocare sonnolenza: autisti, piloti, membri dell'equipaggio di navi e chiunque operi con attrezzature pesanti dovrebbero astenersi dalla loro assunzione.

Alcuni farmaci possono aggravare la nausea da cinetosi, di seguito le famiglie di farmaci: Antibiotici, Antiparassitari, Estrogeni, Contraccettivi orali, Cardiovascolari, Analgesici, Antidepressivi, Farmaci per l'asma.

Diversi farmaci possono essere usati per il trattamento della cinetosi. Di solito, è consigliabile ricorrere alla terapia farmacologica prima di un lungo viaggio, anziché attendere la manifestazione del disturbo: l'insorgenza dei sintomi della cinetosi, come il vomito, potrebbe infatti ostacolare l'adeguato assorbimento del principio attivo, compromettendone l'efficacia.

 

La scopolamina (nota anche come ioscina) è comunemente prescritto per la gestione della cinetosi: agisce bloccando alcuni dei segnali nervosi inviati dal sistema vestibolare che possono causare nausea e vomito. La scopolamina è disponibile per via orale o come cerotto transdermico. Per essere efficace, dev'essere assunta prima di partire per un viaggio, in modo da prevenire i sintomi prima che si manifestino. In forma di cerotto la scopolamina può essere applicata dietro l'orecchio circa 6-8 ore prima del viaggio, gli effetti durano fino a 3 giorni. Reazioni indesiderate comuni alla scopolamina includono: sonnolenza, visione offuscata, secchezza della bocca, vertigini, stitichezza. Effetti collaterali più rari includono: nausea e vomito, disorientamento, in particolare nelle persone anziane. A causa di questi effetti collaterali, la scopolamina non dovrebbe mai essere assunta se si prevede di guidare un veicolo o compiere manovre in cui è indispensabile restare vigili. La scopolamina dev'essere utilizzata con estrema cautela nei bambini, in soggetti anziani e in caso di: epilessia, problemi renali od epatici, problemi cardiaci, alcuni problemi dell'apparato digerente come il reflusso gastro-esofageo, asma, glaucoma o ritenzione urinaria.

 

Gli antistaminici sono spesso usati per trattare i sintomi delle allergie, ma possono anche controllare la nausea ed il vomito. Questi farmaci sono meno efficaci nel trattamento della cinetosi rispetto alla scopolamina, ma possono provocare reazioni avverse più limitate (mal di testa, offuscamento della vista, sonnolenza e secchezza delle fauci). Gli antistaminici (come prometazin, dimenidrinato, meclozina e cinnarizina) vengono assunti per via orale, una o due ore prima del viaggio. Se il viaggio è piuttosto lungo, potrebbe essere necessario ricorrere ad una dose ogni otto ore.


I mitici navigatori Carlo Auriemma e Elisabetta Eordeg consigliano il Plasil, un farmaco antiemetico, adatto quindi per combattere nausea e vomito (leggi l'articolo).

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Argomento: Mal di mare

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